30 settembre 2025 · Redazione NEXUS · 2 min

Starbucks: da “terzo luogo” a catena qualunque?

Starbucks è ancora un brand globale, conosciuto, presente ovunque. Ma è ancora posizionato?

Starbucks: da “terzo luogo” a catena qualunque?

Il posizionamento originario era chiarissimo: non un semplice punto vendita, ma il “terzo luogo”.

Uno spazio intermedio tra casa e lavoro, dove fermarsi, lavorare, leggere, incontrarsi.

Un concetto mutuato dalla sociologia urbana, trasformato in leva strategica dirompente:

  • differenziazione netta rispetto ai bar tradizionali, orientati alla velocità e al consumo al banco;
  • valorizzazione dell’ambiente come parte integrante del prodotto;
  • costruzione di un’identità esperienziale premium, capace di giustificare un prezzo molto superiore al caffè commodity.

Per anni ha funzionato. Ma la pressione della crescita continua – inevitabile in un business quotato – ha progressivamente diluito il posizionamento.

1. Mutazione dell’esperienza d’uso

Il modello fisico ed esperienziale (consumo lento, luogo di incontro) è stato sostituito dal modello transazionale: app, take-away, rapidità.

La comodità digitale ha aumentato l’accessibilità, ma al costo di ridurre l’interazione e l’atmosfera.

Il punto vendita è passato da luogo distintivo a semplice touchpoint funzionale.

2. Estensione incontrollata dell’offerta

Menù sempre più ampi, snack, dolci locali, merchandising, prodotti stagionali.

Un eccesso di localizzazione che ha eroso la riconoscibilità del format globale.

Risultato: perdita di coerenza, e indebolimento dell’associazione mentale tra Starbucks e il “terzo luogo”.

3. Spostamento del posizionamento percepito

Nella mente del consumatore, Starbucks si è spostato:

dal quadrante premium esperienziale a quello mid-market di routine.

Non è più vissuto come eccezione simbolica, ma come catena fra le tante.

4. Conseguenza strategica: pricing power in caduta

Il prezzo premium era giustificato da un’esperienza unica e da un’identità forte.

Quando queste leve svaniscono, il confronto diventa funzionale: prezzo, velocità, praticità.

Un terreno in cui Starbucks si trova vulnerabile rispetto alle caffetterie locali, alle catene più snelle, e al convenience retail.

La lezione strategica

Starbucks è un caso di posizionamento diluito per estensione non controllata.

Il posizionamento non è mai solo ciò che comunichi.

È ciò che le persone vivono, associano e ricordano.

Starbucks possiede ancora un capitale simbolico enorme.

Ma, come ogni capitale, può essere eroso.

Se non viene difeso con coerenza, rischia di trasformarsi da “terzo luogo” globale a semplice insegna da high street.

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